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Integratori alimentari, quando servono e chi ne ha bisogno

Chi deve assumere gli integratori? Quando sono utili e quando possono rivelarsi inefficaci, se non addirittura dannosi? Le raccomandazioni di Davide Francomano, specialista in endocrinologia e malattie del ricambio e phd researcher all’Università La Sapienza di Roma

Accostamento cromatico di bacche, noci, mirtilli e altri cibi

Sul mercato è disponibile una gran quantità di integratori alimentari. Chi deve assumerli? Quando sono utili e quando possono rivelarsi inefficaci, se non addirittura dannosi? Esploriamo le raccomandazioni generali per la loro assunzione.

Cosa sono gli integratori alimentari

Si definiscono integratori alimentari “i prodotti alimentari destinati ad integrare la dieta normale e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, sia monocomposti che pluricomposti, in forme di dosaggio, vale a dire in forme di commercializzazione quali capsule, pastiglie, compresse, pillole e simili, polveri in bustina, liquidi contenuti in fiale, flaconi a contagocce e altre forme simili, di liquidi e polveri destinati ad essere assunti in piccoli quantitativi unitari”. [i]  Sono invece definite sostanze nutritive o nutrienti le vitamine e i minerali.

Per la tutela della salute dei consumatori, l’immissione in commercio è subordinata alla procedura di notifica dell’etichetta al Ministero della Salute. Una volta superata tale procedura, i prodotti sono inclusi in un apposito elenco con uno specifico codice, i cui estremi possono essere riportati nella stessa etichetta.

Il dosaggio

L’uso degli integratori varia in Europa. Ad esempio è comune in Germania e in Danimarca (rispettivamente il 43% e il 59% della popolazione adulta) mentre è meno diffuso in Irlanda e in Spagna (rispettivamente 23% e 9%). Le donne inoltre usano gli integratori più degli uomini.[ii]

Tali supplementi sono disponibili in una vasta gamma di dosi e in combinazioni diverse. Tuttavia solo un certo quantitativo di ogni nutrimento è necessario per far funzionare il nostro corpo e l’assunzione di quantità maggiori non comporta necessariamente un vantaggio. A dosi elevate, infatti, alcune sostanze possono determinare effetti negativi.

Chi ha bisogno di integratori alimentari

I supplementi non sono un sostituto di una dieta sana ed equilibrata. Una dieta che include frutta, verdura, cereali integrali, proteine ​​adeguate e grassi sani (maggiormente polinsaturi) dovrebbe normalmente fornire tutti i nutrienti necessari per mantenersi in buona salute.

Le linee guida

La maggior parte dei Paesi europei concorda sul fatto che i messaggi destinati al pubblico in generale dovrebbero concentrarsi sulle linee guida alimentari basate sugli alimenti.[iii] Gli integratori non sono inclusi in queste linee guida, ma esistono alcuni gruppi di popolazione che possono avere bisogno di consigli sugli integratori, anche quando seguono una dieta sana ed equilibrata. In questa categoria rientrano le donne in gravidanza e durante l’allattamento; chi soffre di patologie per le quali alcuni integratori coadiuvano le terapie in corso o migliorano il decorso della malattia; i bambini in fase di sviluppo, soprattutto quelli che non assumono un adeguato apporto di nutrienti in seguito a diete erronee per difetto o per eccesso; gli anziani, tra i quali le carenze nutrizionali sono molto frequenti, e chi soffre di intolleranze alimentari.

Le carenze

In parte a causa dello stile di vita, non tutti riescono ad avere un’alimentazione sana ed equilibrata. Indagini sul territorio europeo hanno suggerito che la popolazione generale non assume diversi micronutrienti in maniera ottimale, in particolare vitamina C, vitamina D, acido folico, calcio, selenio e iodio.[iv]

La carenza di ferro e di folati durante e nei mesi precedenti la gravidanza aumenta il rischio di neonati con basso peso alla nascita e di difetti del tubo neurale, come la spina bifida; la carenza di vitamina D, soprattutto nei Paesi del Nord Europa, dove vi è una riduzione della luce solare, può comportare l’insorgenza di malattie ossee.

A chi sono consigliati gli integratori

Al fine di ridurre al minimo l’insorgenza di carenze e, conseguentemente, di eventuali problematiche per alcune categorie di persone può risultare opportuna l’assunzione di nutrienti. Si tratta, in particolare, di:

bambini di età inferiore a 5 anni: vitamina A, vitamina C e vitamina D, sebbene i bambini con un buon appetito tendono a soddisfare il fabbisogno giornaliero;

donne in età fertile alla ricerca di una gravidanza: acido folico, vitamina D, acidi grassi omega 3 (se necessari, ferro, iodio e selenio);

donne in fase di allattamento al seno: vitamina D, acidi grassi omega 3;

vegani: vitamina B12, vitamina D2;

anziani: vitamina D, acidi grassi omega 3 (in alcuni casi amminoacidi essenziali).

Bisogna comunque sottolineare che gli integratori non risultano utili per tutti. Per alcune persone potrebbero addirittura risultare nocivi. È bene dunque rivolgersi sempre al proprio medico per valutare l’opportunità di una loro assunzione.

Quando gli integratori possono essere dannosi

La maggior parte delle persone è in grado di ricevere tutti i nutrienti di cui ha bisogno da una dieta varia ed equilibrata. ​​Tuttavia, se si sceglie di prendere integratori vitaminici e minerali, bisogna essere consapevoli del fatto che l’assunzione di troppi integratori o di un integratore per un lungo periodo di tempo può causare effetti nocivi.

I rischi

Bisogna porre estrema attenzione, leggere attentamente i contenuti degli integratori e assicurarsi di assumere l’integratore più adatto alla propria condizione.  Ad esempio, per le donne in gravidanza gli integratori contenenti vitamina A (retinolo), compreso l’olio di fegato di pesce, possono essere dannosi e provocare malformazioni nel feto se la dose raccomandata viene superata per un lungo periodo di tempo; l’eccesso di proteine o amminoacidi può cagionare un danno renale.

Le interazioni con i farmaci

Alcuni integratori alimentari possono poi interagire con alcuni farmaci: la vitamina K può ridurre la capacità del Coumadin® (farmaco utilizzato per la prevenzione della coagulazione del sangue); l’erba di San Giovanni può accelerare la degradazione di molti farmaci (tra cui antidepressivi e pillole anticoncezionali) e quindi ridurne l’efficacia; le vitamine C ed E potrebbero ridurre l’efficacia di alcuni tipi di chemioterapia. ​​

I consigli

In conclusione, alcune categorie di persone sono invitate a prendere specifici integratori. Per chi ne fa uso i consigli da tenere a mente sono: seguire una dieta sana e bilanciata, leggere attentamente le etichette degli integratori, evitare di assumere dosi superiori alle quantità giornaliere consigliate (RDA). È inoltre sempre opportuno chiedere un parere al proprio medico di fiducia prima di scegliere un integratore alimentare.

 

La riproduzione di questo contenuto è consentita previa autorizzazione della Redazione ed esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte www.portaleintegratori.it.


Note

i] http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2002:183:0051:0057:IT:PDF

[ii] Mensink GB, Fletcher R, Gurinovic M, et al. (2012). Mapping low intake of micronutrients across Europe. British Journal of Nutrition 14:1-19.

[iii] EUFIC Review (2009). Food-Based Dietary Guidelines in Europe.

[iv] Rovira MA, Grau M, Castañer O, et al. (2013). Dietary supplement use and health-related behaviors in a Mediterranean population. Journal of Nutrition Education and Behavior 45(5):386-391.

 

 

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